Italiaanse artiest

Leonardo Bazzaro | Impressionistische schilder




Leonardo Bazzaro (Milaan, 1853-1937) was een Italiaanse schilder hoofdzakelijk van landschappen en binnenlandse vedute. Nadat hij in het atelier van de schilder Gaetano Fasanotti de basisprincipes had opgepikt, schreef Bazzaro zich in aan de Brera Academy in Milaan, waar hij werd onderscheiden de Fumagalli-prijs in 1875. In de daaropvolgende jaren werden een aantal perspectieven bekeken in Milanese kerken en herenhuizen. Onder zijn schilderijen van 1881-1887 bevindt zich het interieur van de kerk van de karmijn (brera), Interieur van het koor van San Vittore, Interieur van Sala Verri, De Ponte dei Sospiri, Investituur van monniken in klooster, Kanaal bij Corsico; en Scena sul Naviglio.









Het succes dat zowel bij het publiek als bij critici op een aantal grote nationale en internationale evenementen werd behaald, zette hem ertoe aan ook aandacht te hebben voor portretkunst en zowel schilderkunst op het platteland als op stadsbeelden. voor de laatste waren zijn favoriete instellingen Venetië en Chioggia. De werken van de jaren 1880 en 1890 bevatten ook steeds intiemere scènes uit het dagelijks leven in de setting van Valsassina, Valle d'Aosta en Verbano. Bazzaro bleef deelnemen aan talrijke tentoonstellingen in de regio Lombardije, evenals de Biënnale van Venetië en de Rome Quadrenniale tot aan zijn dood, en bereikte altijd groot succes met verzamelaars en werd gevraagd om replica's van zijn populairste onderwerpen uit te voeren. Zijn broer Ernesto Bazzaro was beeldhouwer.































































BAZZARO, Leonardo - Nacque il 13 dic. 1853 a Milano, da Ambrogio, commesso in un negozio di stoffe, che poi rilevò e gestì in proprio, consentendo in tal modo ai figli Leonardo ed Ernesto di dedicarsi all'arte.
Il B. ebbe i primi rudimenti d'arte dal pittore G. Fasanotti; poi all'Accademia seguì un regolare corso. di studi alla scuola di G. Bertini, che i giovani preferivano a quella dello Hayez; e come gran parte dei suis condiscepoli, iniziò la sua attività con una serie di quadri di interni, lodati dal maestro e apprezzati sul mercato artistico. Qualche suo studio di figura potentià «le colorito e chiaroscurato, e particolarmente l'Autoritratto giovanile esistente nella raccolta Gussoni (Milano), sta a palesare le sue attitudini singolari in un campo da lui meno coltivato.
Di quel periodo si ricordano gli interni milanesi: Corodella chiesa di S. Vittore (1871); Il duello (1878, premio Fumagalli, già racc. Mascioni); il Salone di palazzo Verri; La vestizione della monaca (1888, Milano, Gall. d'Arte Moderna); la Cappella della chiesa del Carmine (ibid.); Interno della cappella di S. Maria delle Grazie (ibid.); Il pulpito di S. Ambrogio; Il saccheggio (Milano, Museo Poldi Pezzoli). Con la Sala del Consiglio nel castello d'Issogne vinse nel 1887 il premio "Principe Umberto".
Presto fu attirato dalla pittura all'aria aperta, e in particolare dal colore della laguna veneta: soggiornò quindi a Chioggia e finì per stabilirsi a Gignese (Novara) per la maggior parte dell'anno. Si spense a Milano il 2 nov. 1937.
È considerato un vivace esponente dell'impressionismo lombardo, dedito a ricerche cromatiche e luministiche, ma sfuggito alle lusinghe del divisionismo; i volumi, nella prima maniera del B. solidamente costruiti, si scompongono poi in uno sfarfallare di rapide pennellate improntate di vivace coloritura.
Operoso fino ad età avanzata, il B. fu fecondissimo di opere: talvolta parve che il loro numero non fosse a vantaggio della qualità; in realtà egli conservò non solo negli originali, ma anche nelle numerose repliche delle sue tele più fortunate, le sue qualità di colorista, sicché meritò di essere degnamente rappresentato nelle maggiori gallerie italiane e internazionali.
Della sua miglior maniera si ricordano: Ponte di Chioggia, premiato a Parigi nel 1889; Pace di naufraghi, medaglia d'oro alla Triennale di Milano del 1897 e poi acquistato dal re; Dopo il naufragio, premio "Principe Umberto"nel 1906, acquistato poi a Monaco di Baviera dal ministro Andrassy.
Espose tra l'altro dal 1897 in poi alla Biennale di Venezia, e nel 1923 a Milano alla Gall. Pesaro; ricordiamo tra le opere degli ultimi anni: nel 1930 Alba del venerdì Santo e Piazzetta del Melezet a Bardonecchia; nel 1932 Rattoppi alle reti e Ultima neve sul Mottarone.
Nel 1939, in una mostra individuale postuma, si raccoglieva a Milano nelle sale della Permanente la parte più significativa della sua produzione.
Ernesto, fratello minore di Leonardo (Milaan, 29 maart 1859 - ivi, 19 maggio 1937), fu scultore: allievo di A. Borghi all'Accademia di Brera, fedele seguace di G. Grandi, attratto da T. Cremona e dal Ranzoni, "ebbe ... un certo senso compositivo forse più vicino a quello di un pittore che di uno scultore… " (Lavagnino). Tra le sue opere, oltre ai numerosi marmi nel cimitero monumentale di Milano e a vari ritratti: Sordello (1880, premio Canonica, gesso a Milano, Gall. d'Arte Moderna); la statua di Garibaldi a Monza (1886); La vedova (1888, Roma, Gall. d'Arte Moderna); la Trovatella (1889); Esaurimento (1894, Dresda, Gall. Naz.); Monumento a Cavallotti (1906, Milano, Boschetti); Monumento ai Caduti (1922, Cantù); Autoritratto (1926) e Ritratto del fratello Leonardo (Milano, Gall. d'Arte Moderna). | di Paolo Mezzanotte © Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 7 (1970)

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